Firenze, design e genialità: il florence design week si è appena concluso eppure fa parlare ancora di sé la sua straordinaria pienezza! Ricchissimo di allestimenti d’autore, forme in azione, ricerche e progetti innovativi, il festival ha voluto rivolgersi ai giovani designers, dedicandogli i “Progetti per il Made in Italy”, concorso in  relazione con London Design Festival. Il tutto nel magico fulcro cittadino di Firenze.
«Vogliamo dare valore al Design, promuoverlo e favorirne una partecipazione emotiva e sensoriale», così raccontano il festival i direttori artistici Alessandro Pumpo e Marta Mandolini.
Sono stati scelti architetti, artisti, aziende e partners più affermati e prestigiosi, per regalare ai visitatori uno spettacolo d’insieme, tra design italiano e internazionale.
Gli eventi e le locations sono più di 40. Numerosissimi gli open-studios di designers e architetti a vetrine di negozi e gallerie d’arte.
Molti professionisti di fama internazionale potranno essere direttamente contattati grazie agli info-bike points, punti informativi che consentiranno una maggiore viabilità in città, e aiuteranno i visitatori a scoprire il percorso di arte contemporanea di quest’anno, tutto dedicato ai quattro elementi (Acqua, Terra, Aria e Fuoco).
E.Motional Design è il tema conduttore su cui ruotano gli expo show allestiti da Ornella Sessa. L’architetto si è servita di importanti collaboratori per allestire queste location immerse di vintage e new trend.
Ci soffermeremo sulle ambientazioni che meglio rappresentano il radical design, dove ovvero ciascun oggetto sembra avere un compito anche “emotivo” nei confronti dello spettatore: sembra cioè voler proporre una sorta di trasformazione dell’inconscio.
Colpisce l’eccellente presenza della Martinelli Luce, i cui prodotti di successo e fama mondiali vengono da Ornella disposti come accattivanti articoli di arredo in una stanza dalle tonalità notturne e barocche.
Gli ambienti divengono così davvero “ipersensoriali”: lo sguardo è costretto a muoversi tra le curve e le onde della stanza create dagli oggetti sistemati a pennello. Le pareti decorate con stemmi dorati su fondo blu richiamano a un passato lontano, medievale, riuscendo a esaltare gli elementi, a nobilitarli evidenziando la curiosa modernità delle lampade di design più immortali, come la Pipistrello o il Cobra.
Si avverte un carica straordinaria emanarsi dall’interno degli stessi corpi di luce e propagarsi tutta nell’atmosfera: non si sa più quale dettaglio voler cogliere, quale poter per più tempo riuscire a trattenere nella mente.
Non è una stanza “bella”, semmai “sublime”, alla maniera dei quadri settecenteschi di William TURNER.
La location porta lo spettatore ad avvertire una strana inquietudine, un’irrequieta attrazione come per la straordinaria “Tempesta di neve”.
Un approfondimento su Ornella Sessa: sintesi delle attività professionali
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